giovedì 5 dicembre 2013

Lasagne tonde zucca, provola e speck

Ho deciso di riproporre una ricetta alla quale sono molto affezionato per due motivi: il primo è perchè la zucca è un sempreverde della mia cucina e secondo perchè intendo partecipare al primo contest della mia vita!
Lasagne tonde zucca, provola e speck

oh beh! parliamo di zucca...finché è stagione! E' una verdura estremamente versatile, ma non semplicissima da abbinare, almeno per me. Negli anni passati non ero un gran tifoso della zucca poi nel tempo ho imparato ad apprezzarla, ad abbinarla e soprattutto a dosarla! Ora vi propongo una ricettina semplice e provate a fare la pasta in casa, ne vale veramente la pena! 
buon divertimento


Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:  200 gr farina 00, 2 uova e sale
Per il ripieno: 2 fette di zucca, 100 gr speck, 200 gr provola affumicata, 50 gr parmigiano reggiano, cipolla, rosmarino e pepe bianco

Impastare per circa 10 minuti la farina l’uovo e il sale e poi far riposare altri 10 minuti.
Nel frattempo pulite la zucca e tagliatela grossolanamente a cubi, se andate di fretta fatela a cubetti piccoli… cuocerà prima! In poco olio soffriggete la cipolla tritata,  lo speck tagliato a listarelle e il pepe bianco, poi aggiungete il rosmarino e la zucca. Coprite e cuocete lentamente finché la zucca non sarà diventata quasi una salsa, schiacciate con una forchetta i cubetti rimasti interi e salate a vostro piacimento. Se volete ottenere  una salsa, frullate il tutto con il minipimer;  se invece siete come me, e adorate ritrovarvi tra i denti ancora qualche cubetto di zucca togliete il coperchio, continuando la cottura, e lasciate evaporare l’H2o rilasciata dalla zucca. Mentre si cuoce, prendete quella fantastica macchinetta a manovella per stendere la pasta. Poi, con dei coppapasta tondi oppure anche con un bicchiere abbastanza largo, tagliate i vostri dischi. Immergeteli in acqua bollente per 1 minuto e poi scolateli. Sulla vostra teglia da forno disponete i dischi di pasta e procedete come segue: salsa di zucca, provola sfilacciata o a fettine e ripetete l’operazione 4 volte (se la pasta la stendete molto sottile sarà meglio aggiungere uno strato in più). Sopra l’ultimo strato aggiungerete una spolverata di parmigiano reggiano. Schiaffate la teglia nel forno già caldo a 180° per circa 8/10 minuti, il tempo di cottura dipende da come la preferite, se vi piace più asciutta cuocetela per 10 minuti , altrimenti 8 sono più che sufficienti!

Attenzione a non buttare i ritagli in eccesso, li userete domani per farvi una bella pasta e fagioli!!!
oh beh! parliamo di zucca...finché è stagione! E' una verdura estremamente versatile, ma non semplicissima da abbinare, almeno per me. Negli anni passati non ero un gran tifoso della zucca poi nel tempo ho imparato ad apprezzarla, ad abbinarla e soprattutto a dosarla! Ora vi propongo una ricettina semplice e provate a fare la pasta in casa, ne vale veramente la pena! 
buon divertimento


Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:  200 gr farina 00, 2 uova e sale
Per il ripieno: 2 fette di zucca, 100 gr speck, 200 gr provola affumicata, 50 gr parmigiano reggiano, cipolla, rosmarino e pepe bianco

Impastare per circa 10 minuti la farina l’uovo e il sale e poi far riposare altri 10 minuti.
Nel frattempo pulite la zucca e tagliatela grossolanamente a cubi, se andate di fretta fatela a cubetti piccoli… cuocerà prima! In poco olio soffriggete la cipolla tritata,  lo speck tagliato a listarelle e il pepe bianco, poi aggiungete il rosmarino e la zucca. Coprite e cuocete lentamente finché la zucca non sarà diventata quasi una salsa, schiacciate con una forchetta i cubetti rimasti interi e salate a vostro piacimento. Se volete ottenere  una salsa, frullate il tutto con il minipimer;  se invece siete come me, e adorate ritrovarvi tra i denti ancora qualche cubetto di zucca togliete il coperchio, continuando la cottura, e lasciate evaporare l’H2o rilasciata dalla zucca. Mentre si cuoce, prendete quella fantastica macchinetta a manovella per stendere la pasta. Poi, con dei coppapasta tondi oppure anche con un bicchiere abbastanza largo, tagliate i vostri dischi. Immergeteli in acqua bollente per 1 minuto e poi scolateli. Sulla vostra teglia da forno disponete i dischi di pasta e procedete come segue: salsa di zucca, provola sfilacciata o a fettine e ripetete l’operazione 4 volte (se la pasta la stendete molto sottile sarà meglio aggiungere uno strato in più). Sopra l’ultimo strato aggiungerete una spolverata di parmigiano reggiano. Schiaffate la teglia nel forno già caldo a 180° per circa 8/10 minuti, il tempo di cottura dipende da come la preferite, se vi piace più asciutta cuocetela per 10 minuti , altrimenti 8 sono più che sufficienti!

Attenzione a non buttare i ritagli in eccesso, li userete domani per farvi una bella pasta e fagioli!!!

Con questa ricetta partecipo al contest "Timballo da sballo" di Provolina in Cucina 
http://www.provolinaincucina.com/2013/11/contest-timballo-da-sballo.html


giovedì 27 giugno 2013

Costolette di abbacchio incrostate con salsa di yogurt e carote

E poi arriva quel giorno che in frigo ti ritrovi costolette di abbacchio,  yogurt magro, un paio di carote e pensi”e ora??? Cosa preparo alle mie amiche per cena?” mumble…mumble…

Qui sopra c’è la sintesi estrema della mia nuova ricetta!
costolette di abbacchio incrostate

Ho preso le carote e le ho pulite anzi, come dicono i cuochi importanti nei loro libri, le ho mondate. Ho preso dal frigo il vasetto di yogurt e l’ho messo accanto alle carote, “magari mettendoli accanto mi viene in mente cosa farne…” invece no! così ho deciso di aprire la dispensa ed ho trovato della granella di nocciole …mmmmm…quasi quasi ci faccio la panatura per le mie costolette…

Alt! Qui ho commesso il primo errore, non ho assaggiato la granella…dopo capirete il perché.

A questo punto ho impanato l’abbacchio e l’ho messo su un foglio di carta da forno. Ho immaginato di masticare le costolette panate ed ho capito subito che avrei dovuto fare una crema per contrastare la secchezza (si dirà così?! vabè avete capito no?) del mio boccone immaginario e quindi, senza pensare ho lessato le carote le ho frullate insieme allo yogurt ed ho aggiunto un pizzico di sale! Buona! Mi piace questa salsa sono proprio curioso di assaggiarla con la carne! Mentre metto la carne nel forno a 160° per 10 minuti e a 180° per qualche altro minuto, le mie amichette sono in tavola che aspettano, ormai abituate a fare da cavie per i miei esperimenti !

….servo, mi siedo, taglio la carne e la assaggio senza salsa……..oh mio diooo!!!! La granella dell’impanatura è….è…. caramellataaaaaa!!! Sgurcnlewòoek983490d.òàòààPSà0è’013’9)(/&%/$%£”%£?’ì gggggggrrrrrrrrrrrrrrrr

Vi ricordate l’errore di prima???? È lui!

Penso velocemente a come risolvere la situazione…che faccio?....intanto assaggio nuovamente la carne ma con la salsa e….no! così non và! corro in cucina e rovisto tra le mie spezie e mi cade in terra la boccettina di tabasco che, fortunatamente, non si rompe!

Eh! Mettiamoci il tabasco và…ne ho aggiunta qualche goccia alla salsa di yogurt e carote e sono riuscito a salvare il piatto…yyyyahhhhuuuuuuuuuuuuu

Ps. assaggiate sempre quello che intendete cucinare

Ps2 la prossima volta proverò con la granella rigorosamente non caramellata
costolette di abbacchio incrostate


martedì 30 aprile 2013

Sabato 25 maggio - Corso di cucina "FINGHERFUD"

25 maggio!!! da segnare sul calendario, più che un corso è un laboratorio nel quale lavoreremo insieme per prepararci l'aperitivo a base di Finger food e dopo...ci trasferiremo in giardino per gustare i nostri esperimenti, in un'atmosfera serena e tranquilla dove avremo modo di conoscerci meglio!
A presto...ilpiccolochef
presso viale dei monti dell'ara centro 38, Loc. maccarese (Fiumicino)

ilpiccolochef

ilpiccolochef
 

sabato 27 aprile 2013

Paglia e fieno divorziata!



Qualche tempo fa ho acquistato una confezione di fettuccine paglia e fieno sapendo che prima o poi le avrei cucinate. Sono rimaste tanto tempo nella dispensa perché non riuscivano ad ispirarmi nessuna ricetta, volevo qualcosa di nuovo, di diverso, finché un giorno Mattia (il mio piccolochef) con il quale concordiamo sempre quello che mangiamo, mi ha detto ”Papo, cuciniamo la pasta con i coriandoli? Facciamola tutta verde come il mio colore preferito!”
Mumble…mumble…il condimento potrebbe essere un pesto, però non ho i pinoli…uhmmm…ma ho i pistacchi!!! Nel frigo ho trovato delle belle zucchine lisce di un verde intenso che però erano lì da troppo tempo e dovevo necessariamente cucinarle, così ho deciso di separare le fettuccine e preparare due condimenti diversi. Ed ecco come le abbiamo realizzate:

paglia e fieno divorziata


Ingredienti x 4 persone
½ Kg di fettuccine paglia e fieno

Condimento al Pesto di pistacchi:
1 spicchio aglio
Sale grosso qb
50 gr basilico
50 gr parmigiano
20 grPistacchi (se li fate pestare ad un bimbo, calcolatene il doppio…la metà finirà sparsa per la vostra cucina!)
Olio extra vergine di oliva qb
Olio di semi x friggere

Condimento zucchine alle tre consistenze:
6/8 zucchine (dipende dalla grandezza)
2/3 acciughe
Sale qb
Olio extra vergine di oliva qb

Per prima cosa abbiamo messo due pentole con H2o fredda sul fuoco. Mentre mattia sbuccia i pistacchi io tolgo la buccia delle zucchine con l’attrezzino che generalmente si usa per pelare le patate, non ricordo il nome, io lo chiamo Pelino! Le bucce vanno messe a bagno in H2o fredda, in questo modo verrà mantenuto intatto il colore.  Elimino la parte centrale delle zucchine, dove ci sono i semi x intenderci, 3 zucchine le taglio a dadini e le salto in padella dove avevo precedentemente fatto un soffrittino di olio e alici. Le restanti zucchine le cuocio a vapore in una delle due pentole che sono sul fuoco, in questo modo parte degli aromi delle zucchine finiranno nell’acqua di cottura della pasta, imprimendole parte del sapore. Mentre il mio piccolcohef si diverte a pestare i pistacchi nel mortaio, frullo le zucchine cotte al vapore unendo solo sale grosso macinato ed olio extra vergine di oliva, calpestando qua e la pezzettini di pistacchio che sono ovunque. Ah! Avvertenza importante nel caso in cui il “pestatore” abbia 4 anni: mettete il coperchio sopra ogni cosa che avete cotto o che state cuocendo, eviterete che i pistacchi esplosi dal mortaio vi finiscano dentro!
Nel frattempo mattia sta staccando le foglie del basilico precedentemente lavato e asciugato e io tolgo le bucce dall’H2o e le asciugo bene, poi metto sul fuoco una padella con olio di semi per friggerle.
Ora unisco tutti gli ingredienti del pesto e li trito con il miniper (lo so, il vero pesto si fa pestando appunto nel mortaio…bla..bla..però io non ho tempo oggi! Ad essere sinceri neanche la voglia!). Ho cura di lasciare parte dei pistacchi per guarnire il piatto alla fine.   L’acqua bolle e metto le fettuccine gialle nella pentola dove ho cotto le zucchine e quelle verdi nell’altra. Friggo le bucce mentre si cuoce la pasta. A cottura ultimata scolo le due paste alla velocità della luce e le impiatto come da foto e via in tavola!  


Ps. Nel frattempo Mattia ha cambiato colore preferito, ora è l’arancione per fortuna!!…chissà cosa dovrò inventarmi se un giorno sarà il viola o il fucsia..    

giovedì 11 aprile 2013

Cos'è una ricetta?




Parliamo un pochino di ricette! Che cosa è una ricetta? Banalmente è un insieme di ingredienti mescolati, cucinati, incorporati, impastati, miscelati. Sembrerebbe semplice la risposta, eppure se facessimo preparare un piatto che so...di tonnarelli cacio e pepe a due persone diverse scopriremmo che, per quanto molto simili come gusto, avrebbero notevoli differenze. Come è possibile? Gli ingredienti sono soltanto il cacio ed il pepe! Ok, ci sono diversi tipi di pepe e svariate tipologie di cacio che sicuramente daranno al palato sensazioni differenti ma non è questo il punto, la risposta non è tutta lì, io so che uno dei due piatti mi piacerà sicuramente più dell'altro. 
Credo che la sostanziale differenza si trovi nell'ingrediente che è sempre diverso in ogni ricetta, il cuoco.  Non so voi ma personalmente faccio molta fatica a seguire scientificamente una ricetta, sarò strano ma non riesco proprio ad attenermi in maniera scrupolosa a quello che leggo e forse è proprio per questo che non amo fare i dolci, ma magari di questo ne parleremo un'altra volta.


L'eccezionalità ed il fascino del cucinare è la libertà che si ha nel non seguire una ricetta "alla lettera", la possibilità di mettere un po' più di pepe, cambiare il soffritto, aggiungere una spruzzata di limone... le varianti sono infinite in cucina perché tutto dipende dal gusto che, essendo il senso più democratico che abbiamo, lascia spazio a tutte le interpretazioni possibili, ma non è meraviglioso??? per essere liberi è sufficiente entrare in cucina!!!
Sono ufficialmente un romantico quindi, quando cucino ho la sensazione che un pezzettino di me finisca nel piatto insieme agli altri ingredienti ed è evidente che non sono in grado di cucinare per me stesso, quando lo faccio è sempre per qualcun altro. Vi confiderò un segreto, però ssshhhh non lo dite a nessuno! 
Difficilmente riesco a cucinare per me. Torno a casa la sera ed aspetto che arrivi la fame...e quando arriva mi ritrovo famelico che ravàno (non credo neanche che esista il verbo ravanare, però rende bene l'idea) tra il frigo e la dispensa e prendo quello che capita, mi vergogno anche un po' a raccontarlo, ma sono perfettamente in grado di mangiare una fetta di salame e subito dopo tre cucchiai di gelato al pistacchio, per poi passare al formaggio...state per vomitare??? si, lo so! scusatemi...ma se io non invito qualcuno a cena è veramente difficile che prenda in mano una padella.
Senza scivolare eccessivamente nella filosofia il cuoco dona una parte di se, perché dentro quel piatto di tonnarelli c'è la ricerca, c'è lo studio, c'è la passione, c'è il cuore e c'è anche la libertà nel cercare la combinazione migliore, utilizzando modalità diverse per arrivare a creare quella cremina dalla densità giusta, che a "lui" piace! o forse dovrei dire "me", perché un altro limite che ho è quello di non riuscire a cucinare qualcosa che non mi piacerebbe mangiare, può sembrare controverso lo so, ma accettatemi così!!!
E siccome il mondo è bello perchè è vario, esiste fortunatamente chi adora cucinare per se stesso, come il grandissimo cuoco di cui vi lascio la ricetta:

Spaghetti alla scapola

Tu moje, doppo er solito trasloco,
se gode co' li pupi sole e bagni,
e tu, rimasto solo, che te magni,
si nun sei bono manco a accenne er foco?
Un pasto in una bettola, a dì poco,
te costa un occhio appena che scastagni;
si te cucini invece ce guadagni
e te diverti come fusse un gioco.
Mo te consijo 'na cosetta cicia
ma bona, pepe e cacio solamente,
che cor guanciale poi se chiama Gricia.
E m'hai da crede, dentro a quattro mura
magnà in mutanne...senza un fiato...gnente...
se gode più de' la villeggiatura.

Aldo Fabrizi


ps. ho controllato, ravanare non esiste sul vocabolario



ps2. avete letto bene! ho scritto vocabolario e non google :-)

domenica 7 aprile 2013

Quenelle di pappa al pomodoro con ovoline di bufala e alici

Finalmente è arrivato il sole, dopo settimane di pioggia ha deciso di mostrarsi splendido e caldo come sempre. Quando la temperatura sale sento il bisogno di qualcosa di fresco e questa volta vi presento un piatto decisamente estivo, profumato e nutriente.
Quando ieri mattina ho visto il cielo azzurro mi è venuta voglia di andare al mercato, forse perché era qualche settimana che non andavo o forse solo perché avevo nostalgia degli strilloni! Che posto meraviglioso il mercato, magari un giorno farò un post ad hoc che se lo merita tutto. Entro e prendo una bella boccata di aria a pieni polmoni e mi perdo tra i profumi...questa volta perché sono entrato dalla parte dove ci sono i banchi della frutta e della verdura, altre volte entro dalla parte delle pescherie e...insomma non c'è sempre profumo di rose ecco!!
Di solito non vado mai al mercato con idee precise su cosa comprare, mi piace farmi trasportare dagli odori, dai colori e trovare ispirazione tra i banchi pieni di vecchiette che fanno a gomitate, tra le urla dei venditori, le cassette di frutta ammassate e quella splendida sensazione di trovarmi a casa!
Mentre passeggio vengo sedotto da una cassetta di pomodori tondi lisci, mi fermo ed iniziamo a flirtare...ne prendo uno è rosso fuoco, lo tasto ed è maturo al punto giusto, lo annuso e sento l'odore di fresco, che meraviglia! Ormai mi hanno conquistato e ne compro un paio di kg.
Continuo a passeggiare tra i banchi ma ad un tratto un profumo inebriante mi costringe a fermarmi, giro lo sguardo e vedo un mazzetto di basilico che mi fa l'occhiolino, lo prendo e siamo talmente vicini che mi sussurra nell'orecchio...mi ha proposto di "fare una cosa a tre"! io, lui e i pomodori, come potevo dire di no???
Ora, avendo deciso di preparare un piatto estivo ditemi voi cosa c'è di più estivo della mozzarella! Vado a passo svelto dal Sor nonmiricordomaicomesichiama, un omino paffutello perennemente in lite con la moglie, ha sempre delle mozzarelle fantastiche e questa volta mi propone delle ovoline di bufala, si!
Per completare il mio piatto mi manca soltanto qualcosa dal gusto sapidamente deciso ed in questo caso la mia scelta cade su un barattolo di alici sott'olio che ho sempre in casa. Le alici le adoro, le mangerei in qualunque modo, crude, cotte, marinate, fritte, nel tortino, con i broccoli, insomma a casa mia può mancare il latte, il pane...ma le alici no!
quenelle di pappa al pomodoro

Bene, ora iniziamo a lavorare...le dosi sono espresse nella mia unità di misura preferita, ad occhio!

Ingredienti:
Pane casareccio del giorno prima
Pomodori tondi lisci molto maturi
Basilico come se piovesse
Ovoline di bufala
Alici sott'olio

Lavate i pomodori e incideteli con una x nella parte del bocciolo?! si chiamerà così, boh...insomma quella rivolta verso l'alto, poi immergeteli in abbondante acqua calda e lasciate cuocere circa 10 minuti, appena vedete che la pelle inizia a staccarsi nel punto in cui li avete intagliati, fate passare 5 minuti e poi scolateli.
Ora viene la parte brutta, dovete spellarli ancora caldi in modo che la pelle venga via dolcemente. Solitamente riempo una pentola con acqua e ghiaccio dove infilo le mani prima di pelare i pomodori bollenti ma è solo un palliativo! Mettete in preventivo di ustionarvi i polpastrelli.
Appena pelati, li apro e tolgo i semi. Mettete in un tegame due teste di aglio in camicia e soffriggete qualche minuto, nel frattempo ridurrete a pezzettoni i pomodori. Togliete l'aglio dal tegame ed aggiungete i pomodori, coprite con un coperchio e cuocete a fuoco lento per circa un'ora. A metà cottura aggiungete due/tre fusti di basilico che toglierete a fine cottura, nel caso il sugo dovesse essere troppo denso aggiungete dell'acqua calda. Mentre si cuoce il sughetto tritate con il coltello il basilico rimasto e spezzettate la mollica del pane raffermo. Finita la cottura dei pomodori aggiungete il sale e metà del basilico che avete tritato, assaggiate! A questo punto frullate la salsa con il minipimer ed aggiungetela poco per volta alla mollica spezzettata. Raggiunta la consistenza giusta della vostra pappa al pomodoro, né troppo fluida né troppo secca, aggiungete il basilico rimasto e con l'aiuto di due cucchiai formate delle quenelle. Se non amate le quenelle potete utilizzare un'altra presentazione: prendete dei piccoli panini, li tagliate a metà e li scavate, poi aggiungete la pappa al pomodoro e richiudete a metà!
Accanto alla pappa mettete un'ovolina di bufala con sopra un alice arrotolata e il vostro piatto estivo è pronto!


giovedì 21 marzo 2013

Bicchiere di ceci fritti...in compagnia


Bicchiere di ceci fritti...in compagnia

Questo antipasto nasce dall’idea di sfruttare diversamente un legume a me molto caro, il cecio e dall’esigenza di creare un piatto realizzato solo con gli ospiti del mio frigorifero!
Il cecio l’ho cucinato in diversi modi, ho fatto dei maltagliati (ovviamente fatti a mano) con ceci e cozze, una zuppetta di ceci e castagne che appena tornerà l’autunno vi posterò, li ho fatti in insalata con la cipolla di tropea, spesso li mangio semplicemente lessi con olio sale e rosmarino, qualche volta ho utilizzato la farina di ceci per diversi impasti, ho fatto dei purèe, delle mousse…cosa manca???
La frittura!!! Sono partito da qui.

Se vi dico gli ingredienti è meglio!!  dosi per 4 persone

CECI un pugno a testa
AMIDO DI MAIS q.b.
SENAPE IN POLVERE q.b.
POLENTA 3h
RICOTTA DI PECORA 2h
POMODORI SECCHI 4
PARMIGIANO REGGIANO
BASILICO
PREZZEMOLO

Mettete i ceci a bagno in H2o fredda per 12 ore, poi assaggiateli. Per me sono sufficientemente morbidi da poter essere fritti senza ulteriori cotture. Ora è il momento dell'infarinatura, io ho scelto l’amido di mais in quanto volevo che avessero una crosticina più leggera rispetto a quella che si ottiene con la farina. Lasciateli scolare una decina di minuti, infarinateli e metteteli sopra un setaccio...shakerate a tempo di musica al fine di evitare la formazione di grumi e di far scivolare via l’amido in eccesso, ora potete tuffarli in olio di semi bollente. Giudicate voi il grado di croccantezza che volete ottenere, personalmente li ho lasciati solo un paio di minuti in padella…le verdure e i legumi in generale mi piacciono “al dente”.
Dopo averli fatti asciugare su carta assorbente, trasferiteli  in una ciotolina con il bordo alto sulla quale farete piovere della senape in polvere setacciata e amalgamate agitando la ciotolina. Questa è una parte delicata perché c’è il rischio (ovviamente a me è successo!) che non vengano tutti insenapati, passatemi il termine, omogeneamente. Quindi il mio consiglio è di mettere la senape poco per volta ed agitare la ciotolina senza toccarli con le mani, finché non raggiungerete la dose che preferite. Magari ogni tanto ne lanciate uno in aria inseguendolo con la bocca così da rendervi conto della giusta quantità di senape.

Ravanando nel frigorifero ho trovato della polenta avanzata, così ho deciso di tagliarla a quadratini e spolverizzarla con del parmigiano reggiano. Preparate una teglia con  i quadratini di polenta e parmigiano e quei fantastici ceci! Infilatela nel forno già caldo e appena chiuso lo sportello spegnetelo…Nel frattempo  prendete la ricotta di pecora e mischiatela con il prezzemolo tritato, rigorosamente con il coltello eh! Con il composto ottenuto preparate delle quenelle che impiatterete subito, coperte da striscioline di pomodori secchi.
Tirate fuori dal forno la teglia: salate i ceci e metteteli in un bicchierino (magari ne avete di più carini rispetto al mio!), sulla polenta mettete il basilico tritato e il gioco è fatto! 
L'ordine migliore per mangiarli secondo me è: ceci, polenta e poi ricotta. Di questa ricetta mi piace l'idea che siano presenti tre consistenze differenti.

 PS. La prossima volta proverò a spolverare i ceci con il pepe

PS2. Se dovessero avanzarvi dei ceci, il giorno dopo comprate una mazzafionda e andate a divertirvi :-)

lunedì 18 marzo 2013

Uova di quaglia con capperi impepati

uova di quaglia con capperi impepati
Della serie "le ricette nascono per caso" ecco che vi propongo un finger food veloce, sfizioso e scenografico. Un giorno come tanti, cenetta tra amici, ho pensato a tutto questa volta anche al pane che solitamente, sbagliando, non lo considero come parte della cena! Che poi non è una mancanza di rispetto nei confronti del pane, che adoro, mi dimentico proprio di comprarlo, sempre! Questa volta non ho considerato come parte della cena, l'antipasto...quindi corro al supermercato più vicino.
In questo giorno come tanti, però, ho l'ispirazione in vacanza e mi aggiro tipo sonnambulo per il supermercato, a proposito prima o poi dedicherò un post ai supermercati e ai suoi frequentatori...un piccolo mondo veramente divertente!
Trascorsi venti minuti durante i quali ho acquistato solo carta igienica e pasticche per la lavastoviglie che, notoriamente non  sono molto utili a comporre una ricetta, mi sforzo di partorire qualcosa di sfizioso (perché ho a cena degli amici ai quali voglio bene), veloce (sono già le sei del pomeriggio!) e scenografico ma...encefalogramma piatto!!
Ok! E' il momento di darsi una mossa e svegliarsi dal torpore! Decido di seguire una signora per vedere cosa acquisterà...pane, prosciutto cotto, mortadella tagliata sottile, ricotta, uova....uova?! uhmmm....quelle si che possono diventare scenografiche. E se fossero ancora più piccole?? Si! ne prendo una confezione e la metto a fare compagnia alle pastiglie, bene! Ormai ho rotto il ghiaccio, abbandono la signora alla sua spesa e sento una voce dietro di me "signore, gradisce delle olive?" mi volto, sorrido ringraziando e nel suo banco li vedo...sono loro, con il gambo ancora attaccato, i capperi!!!! yes!! Li prendo e corro in cassa senza avere idea di come combinarli! In macchina decido che le uova saranno l'unica cosa dell'antipasto che cucinerò. Dal momento che ho poco tempo, dovendo preparare un primo ed un secondo decisamente più impegnativi, mi convinco che farle sode è la cosa migliore e inizio ad immaginarmi la presentazione...sicuramente tagliate a metà, sicuramente ci metterò il cappero sopra però potrei mischiarlo con poco tonno, svuotare la metà dell'uovo, mischiare il tutto con il tuorlo e riempirlo nuovamente uhmmm....(prima o poi lo proverò anche così e vi farò sapere), no questa soluzione mi porta via troppo tempo. Nel frattempo arrivo a casa metto l'H2o a bollire, cuocio le uova, le sguscio, le taglio e le appoggio sui cucchiaini che vedete in foto e con fare pensieroso prendo i miei fantastici capperi, li provo prima interi con il gambo (carini da vedere ma scomodi da mangiare) tolgo il gambo e li taglio a metà...proviamo, mi piace! ora mi serve qualcosa che dia un po' di colore, un po' di croccantezza e che esalti il mio superfantastico olio denocciolato Igante (ne parleremo in futuro)! Avverto un richiamo dalla mia bacheca delle spezie, realizzata con una vecchia cassetta della frutta, è lui che mi sta chiamando sensuale e piccante...il pepe rosa, lo apro, annuso e lo pesto nel mortaio, voilà abbracciato al mio superolio lo metto sopra ed ho finito la composizione!    
le mie spezie
 Rileggendo sopra mi rendo conto di non aver descritto la ricetta in modo prettamente canonico e professionale però signori, tutto sommato neanche mi dispiace, in fondo io non sono un professionista della cucina e men che mai canonico, sono soltanto un piccolochef!

martedì 12 marzo 2013

Turbante di orata

Un po' di tempo fa ho ritrovato uno dei tanti "pizzini" volanti nei quali mi appunto quello che devo ricordare perchè nonostante sia ancora in tenera età, la mia memoria è veramente pessima e sinceramente non ricordo neanche se sia mai esistito un periodo in cui io e la memoria siamo stati amici...
purtroppo la mia vita è costellata di foglietti sparsi, post-it, promemoria nel cellulare, nel computer, nella mail, perdo più tempo a scrivere quello che devo ricordarmi che a fare quello che ho scritto!?
Ma comunque, questo pizzino l'ho ritrovato nella guida duemilavini del 2009 e ovviamente ignoro come abbia potuto finire lì! Dovete sapere che io ho un solo tipo di memoria ed è la cosidetta fotografica. Infatti leggendo filetto di orata e panzanella di cozze con datterini, mi è apparso all'improvviso Simone Rugiati e come aveva impiattato la ricetta; con questi dati a mia disposizione, (se avessi anche scritto le dosi non sarebbe stato male!! ma qui entriamo in un altro campo, quello del facilitarsi la vita...sport nel quale sono totalmente inadatto) ho cercato di ricostruire il piatto...Ladies & gentlmen vi presento il mio turbante di orata.   

Ingredienti per 2 persone:
2 FILETTI DI ORATA CON LA PELLE
500 GR DI COZZE
20 POMODORINI DATTERINI
2 FETTE DI PANE CASARECCIO DEL GIORNO PRIMA
AGLIO, PREZZEMOLO, BASILICO
2 PATATE
1 LIMONE
1 UOVO
SALVIA

Prima di tutto mettete i pomodorini interi in una teglia con olio e sale e schiaffateli nel forno già caldo (200° per una ventina di minuti). Nel frattempo mettete in una padella olio, aglio, peperoncino e cozze. Appena si aprono spegnete il fuoco e coprite con un coperchio. Ora prendete l'orata, che ovviamente non avete fatto sfilettare al pescivendolo!!!! e ricavatene due bei filetti. Con un coltello o meglio con una mandolina tagliate le patate sottilii sciacquatele finché l'acqua non diventerà limpida, scolatele e asciugatele con un panno. Prendete un pirottino unto di olio e pangrattato, salate il filetto di orata e adagiatelo intorno alle pareti. Sgusciate le cozze che andranno tritate, filtrate il succo delle cozze, eliminate la crosta del pane e inzuppate la mollica nella salsa filtrata. Tritate le cozze con il coltello e mescolatele insieme al pane inzuppato + scorza di limone + basilico e poco prezzemolo, mettete il tutto nel pirottino. Forno a 200° per 5 minuti. I pomodorini dovete frullarli insieme alla salsa avanzata delle cozze, conservatene duo o tre per decorare. Sbattete un rosso d'uovo, spennellate due fettine di patate nelle quali inserirete una fogliolina di salvia, chiudetele a sandwich (preparatene una decina) e friggetele. Ora date spazio alla vostra fantasia per impiattare come più vi piace!!

martedì 5 marzo 2013

Lasagne tonde zucca, provola e speck


lasagne tonde zucca provola e speck
oh beh! parliamo di zucca...finché è stagione! E' una verdura estremamente versatile, ma non semplicissima da abbinare, almeno per me. Negli anni passati non ero un gran tifoso della zucca poi nel tempo ho imparato ad apprezzarla, ad abbinarla e soprattutto a dosarla! Ora vi propongo una ricettina semplice e provate a fare la pasta in casa, ne vale veramente la pena! 
buon divertimento


Ingredienti per 4 persone

Per la pasta:  200 gr farina 00, 2 uova e sale
Per il ripieno: 2 fette di zucca, 100 gr speck, 200 gr provola affumicata, 50 gr parmigiano reggiano, cipolla, rosmarino e pepe bianco

Impastare per circa 10 minuti la farina l’uovo e il sale e poi far riposare altri 10 minuti.
Nel frattempo pulite la zucca e tagliatela grossolanamente a cubi, se andate di fretta fatela a cubetti piccoli… cuocerà prima! In poco olio soffriggete la cipolla tritata,  lo speck tagliato a listarelle e il pepe bianco, poi aggiungete il rosmarino e la zucca. Coprite e cuocete lentamente finché la zucca non sarà diventata quasi una salsa, schiacciate con una forchetta i cubetti rimasti interi e salate a vostro piacimento. Se volete ottenere  una salsa, frullate il tutto con il minipimer;  se invece siete come me, e adorate ritrovarvi tra i denti ancora qualche cubetto di zucca togliete il coperchio, continuando la cottura, e lasciate evaporare l’H2o rilasciata dalla zucca. Mentre si cuoce, prendete quella fantastica macchinetta a manovella per stendere la pasta. Poi, con dei coppapasta tondi oppure anche con un bicchiere abbastanza largo, tagliate i vostri dischi. Immergeteli in acqua bollente per 1 minuto e poi scolateli. Sulla vostra teglia da forno disponete i dischi di pasta e procedete come segue: salsa di zucca, provola sfilacciata o a fettine e ripetete l’operazione 4 volte (se la pasta la stendete molto sottile sarà meglio aggiungere uno strato in più). Sopra l’ultimo strato aggiungerete una spolverata di parmigiano reggiano. Schiaffate la teglia nel forno già caldo a 180° per circa 8/10 minuti, il tempo di cottura dipende da come la preferite, se vi piace più asciutta cuocetela per 10 minuti , altrimenti 8 sono più che sufficienti!

Attenzione a non buttare i ritagli in eccesso, li userete domani per farvi una bella pasta e fagioli!!!